Oltre la scacchiera tattile: 4 test per allenare la mente, non le dita

di Rosario Turco

Perché il prossimo salto della didattica per non vedenti non è hardware, ma metodologia

Nel nostro ultimo articolo abbiamo citato Sweller e Baddeley. Molti istruttori si sono ritrovati:

finalmente la fatica del non vedente aveva un nome scientifico, carico cognitivo.

Ora facciamo un passo avanti. Non inventiamo nulla di nuovo. Adattiamo.

Tutti i test che proponiamo qui sotto esistono da 30-50 anni in psicologia cognitiva. Nessuno li ha mai applicati sistematicamente al gioco dei non vedenti senza scacchiera tattile, con solo tastiera, screen reader e notazione ROTN. Noi lo facciamo.

1. Test del Chunking Auditivo

Cosa c’è di già esistente: nel 1973 Chase e Simon hanno dimostrato che un Maestro non ricorda 32 pezzi, ma 5-6 pacchetti, chiamati chunk. Il test originale era visivo: vedi una scacchiera 5 secondi, la ricostruisci.

Il nostro adattamento tiflologico: invece di mostrarla, la facciamo ascoltare in ROTN per 8 secondi. Poi l’allievo la ricostruisce.

All’inizio ne ricorda 3-4 pezzi. Dopo 3 settimane di Woodpecker ne ricorda 7-8, perché ha imparato che “struttura arrocco corto f2-g2-h3” è 1 chunk, non 3 pedoni. Misura oggettiva e allenabile.

2. Test dell’Inibizione Cognitiva (lo Stroop scacchistico)

Cosa c’è di già esistente: il Test di Stroop del 1935. Devi inibire la risposta automatica. Negli scacchi è stato applicato da Bilalić nel 2010: anche i GM restano bloccati sulla prima idea buona e non vedono quella vincente.

Il nostro adattamento tiflologico: diamo una posizione in ROTN dove la mossa intuitiva Dxb7 perde, quella lenta Ch4 vince. Non cronometriamo se trova Ch4, ma quanto ci mette a scartare Dxb7. È il vero collo di bottiglia dei non vedenti sopra i 1600 ELO: non è non vedere la mossa, è non riuscire a dire NO alla prima.

3. Capablanca a Pezzi - Giudica, non calcolare

Cosa c’è di già esistente: de Groot nel 1946 e Gobet & Simon nel 1996 hanno scomposto la valutazione posizionale in fattori separati.

Il nostro adattamento tiflologico: evoluzione del Test Capablanca di CoachFEN. Tre domande secche su posizione solo ascoltata, senza calcolo di varianti:

  • Attività dei pezzi: 0-5
  • Sicurezza del Re: 0-5
  • Struttura pedonale: 0-5 Allena il giudizio posizionale puro, quello che tutti i corsi tattici trascurano.

4. Il Termometro del Flow

Cosa c’è di già esistente: due scale usatissime da 40 anni: NASA-TLX di Hart & Staveland per il carico soggettivo, e Flow Scale di Csikszentmihalyi per l’immersione ottimale.

Il nostro adattamento tiflologico: alla fine di ogni sessione Woodpecker, due domande da rispondere su un file di testo. “Da 1 a 10 quanto ti sei sentito immerso?” e “Da 1 a 10 quanto hai faticato?” Cerchiamo come istruttori la curva Flow 8+ e Carico 5-6. Lì c’è apprendimento. Carico 9 fisso significa che stiamo bruciando memoria di lavoro, come dice Sweller.

Conclusione

La tiflologia scacchistica non è più assistenza con orologi parlanti e plastica. Nella didattica per 10 minuti la scacchiera tattile serve a capire cos’è una diagonale, una traversa e una colonna dal punto di vista fisico. Poi va rimessa nella scatola. Oggi l’allenamento alla scacchiera tattile torna utile solo per abituarsi ai tornei con essa. Ma il paradigma è sbilanciato: i vedenti non stanno a toccare tutta la scacchiera mentre i non vedenti si. La visione futura è uno scenario bilanciato, dove si può giocare con due PC in rete locale, tastiera e ROTN. Autonomia totale, come i vedenti su Lichess.

Questi 4 test sono già implementabili in Scacchi-it con simpleEditor, make-pgn, CoachFEN e se si vuole anche CoachGame. E con make-FEN2SVG gli istruttori possono generare appunti con diagrammi in SVG, editabili in altezza e larghezza e che non sgranano mai essendo grafica vettoriale, perfetti da condividere anche con i vedenti.

Bibliografia essenziale

  • Baddeley, A. (2000). The episodic buffer. Trends in Cognitive Sciences.
  • Sweller, J. (2011). Cognitive Load Theory. Springer.
  • Chase, W. G., & Simon, H. A. (1973). Perception in chess. Cognitive Psychology.
  • Gobet, F., & Simon, H. A. (1996). Templates in chess memory. Memory & Cognition.
  • de Groot, A. D. (1946/1978). Thought and Choice in Chess.
  • Bilalić, M., McLeod, P., & Gobet, F. (2010). The mechanism of the Einstellung effect. JEP: General.
  • Hart, S. G., & Staveland, L. E. (1988). Development of NASA-TLX.
  • Csikszentmihalyi, M. (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience.