I versi di Scacchi-it - 2026 d.C.
I versi di Scacchi-it 2026 d.C. - Vesuvio
Sul Vesuvio, dove il vino è leggenda, nasce un’idea che il buio non offenda.
Non è di Hamachi, non è di rete vana, è scacchiera vera, offline, sovrana.
Senza account, senza traccia, senza inganno, solo un Re e un pedone che sanno
che vedente e non vedente, mano a mano, possono giocare, da fratello a fratello umano.
ROTN è il mosto, in Zenodo sigillato, al CERN d’Europa, per sempre registrato.
Open source, open data, vino generoso, che invecchia in botte e si fa prezioso.
Scacchi-it, tuo nome è come vino di fuoco, Lacryma Christi che non è mai poco:
spumeggiante, buono, delizioso e fino, sei tu il più bel vino vesuviano.
Evviva Scacchi-it!
di Rosario Turco - ecosistema Scacchi-it
Nota storica
Nel 997 d.C. un monaco del monastero di Einsiedeln (Svizzera) scrive i Versus de Scachis, 98 versi in latino che descrivono per la prima volta in Europa le regole degli scacchi. È il più antico documento scacchistico occidentale. Serve a insegnare il gioco a chi vede.
Nel 2026 d.C., 1029 anni dopo, sul Vesuvio, vengono scritti I versi di Scacchi-it. Non descrivono più come si muove il pezzo, ma come non serve vederlo per muoverlo. Non insegnano a chi vede, ma a tutti: vedente e non vedente, da fratello a fratello umano.
Dopo 1029 anni. Stessa forma: versi. Stesso scopo: insegnare. Destinatario diverso: finalmente l’umanità intera.