Oltre la vittoria: 4 metriche per misurare il progresso reale di un non vedente

di Rosario Turco

Vincere una partita non è una misura. È un aneddoto.

Da manager e ingegnere ricercatore indipendente ho imparato che la metodologia da sola è una casa senza fondamenta. Mentre una metodologia con lo strumento giusto rappresenta si, una casa con fondamenta ma non sappiamo per quanto tempo resisterà e per cosa.

Invece la metodologia con strumenti e metriche giuste sono la tripletta fondamentale che può creare le nuove generazioni di scacchisti vedenti e non vedenti, con una ottima preparazione tecnica , psicologica e agonistica. In questo articolo parleremo proprio delle metriche, avendo già discusso dei primi due elementi in articoli precedenti. La tiflologia scacchistica italiana misura il progresso così: ha vinto / ha perso. Da 50 anni.

La neuroscienza lo misura da 40 anni con 4 numeri. Noi li adattiamo per la prima volta a un non vedente che gioca senza scacchiera tattile, solo con tastiera, screen reader e ROTN in Scacchi-it.

Se non misuri questi 4 numeri, non stai valutando correttamente.

Sono quattro misure che vanno fatte nel tempo per osservare i progressi di un non vedente in ambito scacchistico. Un termometro della loro serietà all’addestramento e della validità della didattica loro fornita, ma metriche concrete, lasciando fuori la fuffa.

1. Span di Memoria di Lavoro Auditivo - il vero ELO nascosto

Cosa c’è di già esistente: Reading Span Test di Daneman & Carpenter (1980) e modello di Baddeley (2000). Misura quante informazioni tieni attive mentre le elabori. È il predittore n.1 della forza scacchistica, più del QI (Unterrainer et al. 2006).

Il nostro adattamento tiflologico: Quattro sequenze decise dall’istruttore con notazione algebrica italiana.

Il test lo facciamo in tre periodi diversi della preparazione dell’allievo.

Nel primo periodo, leggiamo al giocatore non vedente con un ritmo normale, nè veloce nè lento: una sequenza “e2 e4, e7 e5, Cg1 Cf3, Cb8 Cc6, Af1 Ac4, Af8 Ac5”. Meglio se la sequenza non corrisponde ad una apertura canonica. Poi chiediamo: “Qual era la seconda mossa del Bianco?” oppure “Quale era la terza mossa del Nero?”. Cambiamo sequenza e Aumentiamo fino a 7 mosse. Questo esercizio lo ripetiamo 2 volte. Con sequenze diverse fino a 7 mosse. Riassumendo: prima sequenza fino a 3 mosse, seconda sequenza fino a 7 mosse, terza sequenza con 3 mosse e quarta sequenza con 7 mosse. Le due seconde sequenze ci serviranno a confermare i risultati delle prime, ovvero per escludere la casualità.

Nel secondo periodo useremo quattro sequenze da 7-12 mosse, con lo stesso procedimento indicato prima.

Nel terzo periodo useremo quattro sequenze sempre di 12 mosse, con lo stesso svolgimento delle due precedenti.

Cosa misuriamo? Le risposte esatte e ce le annotiamo. Il vedente usa gli occhi come hard disk esterno. Il non vedente no. Tutto è in memoria di lavoro.

Se con le risposte esatte il suo span passa da 3 a 5 mosse, il suo calcolo è cresciuto di 200 ELO. Misurabile in 15 minuti. Nessuna scacchiera tattile serve.

2. Test di Rotazione Mentale Cieca - la prova regina

Cosa c’è di già esistente: Shepard & Metzler (1971). Due forme 3D ruotate, sono uguali? Misura la capacità di manipolare immagini mentali. È il cuore degli scacchi alla cieca.

Il nostro adattamento tiflologico: la domanda scomoda che nessuno ha mai fatto: se un non vedente dalla nascita non ha mai visto un Cavallo saltare, come fa a “vedere” Cc3-Cb5? Eppure lo fa. Dimostrazione che l’immagine mentale è spaziale, non visiva (Zimler & Keenan 1983 sui non vedenti). Test: diamo due posizioni in ROTN. “Posizione A e Posizione B sono la stessa ruotata di 90 gradi?” Risposta Sì/No. Misuriamo tempo e accuratezza. Se ci mette 8 secondi e sbaglia, non ha l’immagine. Se ci mette 3 secondi e fa giusto, ha costruito la scacchiera mentale. È la prova che la plastica tattile è un freno, non un aiuto.

Gli istruttori si possono realizzare una tabellina di rotazione di 90 gradi oraria o antioraria, per valutare le risposte rapidamente (Vedi allegato). Una visualizzazione mentale di una sola rotazione di 90 gradi oraria dei pezzi bianchi, li porterebbe da sotto a sinistra, con i pezzi tutti sulla colonna a e i pedoni tutti sulla colonna b. Da qui è evidente che la torre, che prima era in a1, ora si troverà in a8 e il pedone che era in a2 si troverà in b8. Un cavallo che, magari, prima era in c3 si troverà in c6. Questo test si può fare alternandolo tre volte rispetto al test precedente nei tre periodi scelti.

Consigliato anche di fare rotazione antioraria, per non farlo abituare come immagine mentale e sorprendere l’allievo su una cosa a lui non nota e vedere la sua capacità di adattamento alla novità.

3. Curva dell’Oblio di Ebbinghaus applicata al Woodpecker

Cosa c’è di già esistente: Ebbinghaus (1885). Dimentichiamo il 70% in 24 ore se non ripetiamo. Il metodo Woodpecker (Smith 2019) lo combatte con ripetizione spaziata.

Il nostro adattamento tiflologico: un problema tattico non è una partita, quindi non genera un file txt analizzabile da CoachGame. E CoachFEN non traccia storico: data una FEN estratta con Ctrl-E ti dice la mossa migliore, punto. Quindi questo test non può usare log automatici. Va tracciato manualmente dall’istruttore.

Protocollo: prepariamo 10 problemi per tema (es. forchetta). Per ogni problema l’istruttore ha la FEN. Volendo verifica offline la soluzione passando quella FEN a CoachFEN. Poi annota su foglio Excel: Data, Tema, Esito Giusto/Sbagliato.

Giorno 1: sbaglia 6 forchette su 10. Giorno 3: ripropone le stesse 10 forchette mescolate, ne sbaglia 3. Giorno 7: ne sbaglia 0.

Quella è una curva di apprendimento vera. Se a giorno 7 ne sbaglia ancora 5, non è che l’allievo è scarso. È che lo stiamo mettendo in sovraccarico cognitivo (Sweller). Dobbiamo ridurre da 10 a 5 esercizi. Nessun istruttore con scacchiera tattile ha mai avuto questi dati.

4. Tempo di Decisione vs Qualità - la Legge di Hick-Hyman

Cosa c’è di già esistente: Legge di Hick (1952) e Hyman (1953). Più opzioni hai, più tempo ci metti a decidere. Negli scacchi è stata validata da Chabris & Hearst (2003): i forti non pensano più veloce, decidono meglio a parità di tempo.

Il nostro adattamento tiflologico: Il tempo di partita è dell’orologio, non è il tempo di decisione didattica. Usiamo quindi un protocollo manuale esterno.

  1. Scegli 10 posizioni tattiche uguali per tutti, con 2-3 mosse candidate. Per ogni posizione hai la FEN.
  2. Leggi a voce la posizione all’allievo. Fai partire il cronometro manuale quando finisci di leggere. Fermalo quando l’allievo pronuncia la mossa. Annota T = tempo di decisione in secondi.
  3. Dopo, valuta offline la qualità passando la FEN a CoachFEN / Stockfish e assegna Q = qualità 0-5.
  4. Ripeti per le 10 posizioni. Media Mese 1: Tmedio=45s Qmedio=2.1. Mese 2 stesse posizioni mescolate: Tmedio=18s Qmedio=4.2.

Come leggi il progresso:

  • Se T scende e Q sale: Ha automatizzato. Ha creato il chunk. Questo è progresso reale. È l’obiettivo.
  • Se T scende ma Q resta bassa: Sta tirando a indovinare più veloce. Non ha imparato, ha solo perso paura. Devi tornare al punto 3 (curva oblio).
  • Se T resta alto e Q sale: Sta calcolando tutto a forza bruta. Buona qualità ma costo cognitivo altissimo. Rischio burnout. Devi ridurre le opzioni da 4 a 2.
  • Se T e Q restano uguali: Didattica inefficace. Non è colpa sua.

Grafico da fare ai genitori/finanziatori: Asse X = tempo medio, Asse Y = qualità media. Il pallino deve andare da in basso a destra (lento e scarso) a in alto a sinistra (veloce e buono) in 60 giorni. Misura la decisione auditiva pura, non la velocità di tocco.

Conclusione

Con questi 4 numeri - Span, Rotazione, Oblio, Hick-Hyman - hai una cartella didattica oggettiva. Puoi dire a un genitore, a una scuola, a un finanziatore: in 30 giorni lo span è passato da 3 a 5, il tempo di decisione è sceso del 60%, la ritenzione a 7 giorni è all’80%.

Questi 4 test sono protocolli didattici manuali dell’istruttore: cronometro, domande a voce, foglio Excel. CoachGame resta per il suo scopo vero, analizzare i txt delle partite registrate, e CoachFEN per validare la singola FEN estratta con Ctrl-E. Non forziamo gli strumenti dove non servono.

La tiflologia non è più assistenza. È scienza cognitiva applicata.

Un tempo i manuali rimanevano identici per anni. Oggi abbiamo scoperto che non sono le Tavole della Legge divina. I tempi portano nuove accelerazioni innovative e aggiornare i manuali è solo buon senso.

Bibliografia essenziale

  • Daneman, M., & Carpenter, P. A. (1980). Individual differences in working memory. Journal of Verbal Learning and Verbal Behavior.
  • Baddeley, A. (2000). The episodic buffer. Trends in Cognitive Sciences.
  • Unterrainer, J. M., et al. (2006). Working memory and chess. Memory.
  • Shepard, R. N., & Metzler, J. (1971). Mental rotation of three-dimensional objects. Science.
  • Zimler, J., & Keenan, J. M. (1983). Imagery in the congenitally blind. Journal of Experimental Psychology.
  • Ebbinghaus, H. (1885). Über das Gedächtnis.
  • Smith, A., & Tikkanen, H. (2019). The Woodpecker Method.
  • Hick, W. E. (1952). On the rate of gain of information. Quarterly Journal of Experimental Psychology.
  • Hyman, R. (1953). Stimulus information as a determinant of reaction time. JEP.
  • Chabris, C. F., & Hearst, E. S. (2003). Visualization, pattern recognition, and forward search. Psychological Science.
  • Sweller, J. (2011). Cognitive Load Theory. Springer.

Appendice per istruttori: Lookup rotazioni di 90° orarie

Regola oraria: (x,y) -> (y, 9-x) dove a1=(1,1), h8=(8,8)

Cicli utili di rotazioni sempre di 90 gradi:

  • a1 -> a8 -> h8 -> h1 -> a1
  • a2 -> b8 -> h7 -> g1 -> a2
  • h2 (8,2) -> b1 (2,1) -> a7 (1,7) -> g8 (7,8) -> h2
  • b2 (2,2) -> b7 (2,7) -> g7 (7,7) -> g2 (7,2) -> b2
  • c3 (3,3) -> c6 (3,6) -> f6 (6,6) -> f3 (6,3) -> c3 (ciclo del Cavallo)

Usate questi 5 cicli per generare 20 domande Sì/No in 2 minuti. Misurate tempo e accuratezza.