Il Re non ha paura del buio: psicologia del non vedente che gioca
Il Re non ha paura del buio: psicologia del non vedente che gioca
di Rosario Turco
Non è un problema di scacchi. È un problema di chi decide.
Per 50 anni abbiamo chiesto al non vedente di adattarsi alla scacchiera. Non gli abbiamo mai chiesto come si sentiva a dover chiedere.
1. L’oggetto transizionale: la scacchiera di plastica
Winnicott parlava di oggetto transizionale: il peluche che il bambino stringe per sentirsi al sicuro quando la madre non c’è.
La scacchiera forata con i piolini è stata per 50 anni il nostro peluche. Ci ha dato sicurezza, ma ci ha tenuti bambini.
Finché hai i piolini, sei al sicuro. Ma sei anche inchiodato a quel tavolo, a quella plastica, a quel volontario che te la apparecchia. Non puoi giocare su Lichess alle 23:00 da solo in camera. Non sei autonomo.
Scacchi-it rompe il peluche. La ROTN non si tocca. Si legge con NVDA. È dentro la testa, non sul tavolo. Fa male all’inizio, come togliere il peluche. Poi arriva l’autonomia.
Non stiamo dicendo che dobbiamo buttare la scacchiera tattile: tutt’altro! Una didattica duale ci permetterà di lavorare sul miglioramento della mappa mentale 8x8 con Scacchi-it, aumentando la autonomia con esercitazione anche a casa e da soli.
2. Dal locus esterno al locus interno
In psicologia si chiama locus of control. Esso indica la misura in cui una persona ritiene di poter controllare gli eventi che influenzano la propria vita.
Locus esterno (prima di Scacchi-it): “Se il volontario non mi trascrive la dispensa, non studio.” “Se l’arbitro non ha la scacchiera adattata, non gioco.” “Se mi sbaglio a contare le case col tatto, è colpa delle mie dita.” Questo non è un gioco che posseggo, me lo prestano quando vogliono loro.
Locus interno (dopo Scacchi-it): Ho il FEN, lo incollo, ho la ROTN. Ho la registrazione della partita, rivedo dove ho sbagliato con il coachGame. Ho Ctrl+D, verifico da solo lo schieramento avversario e capisco il pattern della posizione. Ho stockfish per continuare da una apertura dell’Openings Trainer. Posso allenarmi contro stockfish con 21 livelli di difficoltà. Posso studiare una nuova apertura con l’Openings Trainer. Ho le estensioni browser per avventurarmi sui portali per prendere la FEN di un puzzle proposto. Posso usare il coachFEN per farmi consigliare una mossa.
Non abbiamo cambiato gli scacchi. Abbiamo spostato il locus. Da fuori a dentro. Questa è la vera inclusione: non è tecnica, è psicologica. È passare da “mi includono” a “mi includo”. Non è più un gioco che mi prestano. E’ un gioco che possiedo.
3. La vergogna dell’errore dettato
C’è una cosa che nessun istruttore vedente ha mai misurato: la vergogna.
Quando giochi con un vedente che ti detta “hai messo l’Alfiere in c4?”, e tu hai messo in c5 per errore tattile, ti vergogni. Non dell’errore scacchistico. Dell’errore di cecità.
Ti senti stupido per la tua disabilità, non per il tuo scacco.
Con la ROTN questo sparisce. L’errore diventa logico: “ho calcolato male e5”. Non è più “ho toccato male”. La colpa torna a essere scacchistica, non identitaria. E il non vedente finalmente può arrabbiarsi per gli scacchi, non per essere non vedente.
Questo vale più di 100 ELO.
Conclusione: il Re non ha paura del buio
Il Re sulla scacchiera non ha occhi. Ha case intorno. Se è accerchiato, è matto. Che ci veda o no.
Abbiamo insegnato per 50 anni al non vedente ad avere paura del buio della scacchiera. Dovevamo insegnargli che il buio è la sua casa. E che dentro quel buio, la geometria mentale è più nitida, perché non c’è rumore visivo.
Scacchi-it non è solo un software accessibile. È un software che restituisce il locus.
Se l’accessibilità fosse solo tecnica, la compreresti. Se è psicologica, ti libera.
Bibliografia essenziale
Sull’oggetto transizionale e autonomia:
- Winnicott, D. W. (1953). Transitional objects and transitional phenomena. International Journal of Psycho-Analysis, 34, 89-97.
- Deci, E. L., & Ryan, R. M. (1985). Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behavior. [Sulla motivazione intrinseca vs dipendenza dal volontario]
Sul locus of control:
- Rotter, J. B. (1966). Generalized expectancies for internal versus external control of reinforcement. Psychological Monographs, 80(1).
- Seligman, M. E. P. (1975). Helplessness: On Depression, Development, and Death. [Impotenza appresa quando dipendi sempre da altri]
Sulla vergogna e identità:
- Lewis, M. (1992). Shame: The Exposed Self.
- Warren, D. H. (1994). Blindness and Children: An Individual Differences Approach. [Capitolo sull’autostima nel non vedente]