Tilt, Bluff e Oblio: cosa misurare

di Rosario Turco

Il dilemma: vedere la mossa sbagliata o capire perché è sbagliata?

La psicologia degli scacchi non è fatta di consigli. È fatta di tempi di reazione.

Per 100 anni abbiamo detto “era in zeitnot”, “ha avuto un tilt”, “si è dimenticato il pezzo”. Parole poetiche. Inutili.

Con Scacchi-it e i 4 test della Didattica, quelle parole hanno finalmente un nome condiviso tra allievo e istruttore.

1. Hick-Hyman: l’ansia di decidere

Hick nel 1952 e Hyman nel 1953 lo hanno dimostrato: più opzioni hai, più tempo ci metti a decidere, in modo logaritmico.

In aula diventa osservabile.

Esercizio 1 - Scelta multipla critica: una posizione con 4 risposte tutte difficili. Se il tempo di risposta passa da 2 a 8 secondi, non è “ci sta pensando”. È ansia decisionale. È l’inizio del tilt.

Scacchi-it prepara la posizione pulita in ROTN, accessibile con NVDA. La didattica offre il modo per leggerla insieme.

2. Oblio: il vero tilt

Noi lo chiamiamo Oblio. In psicologia è il fallimento del recupero in memoria di lavoro.

Non è che non vedi il matto in 2. È che ti sei dimenticato che l’Alfiere in b2 non controlla più g7 perché hai spostato il pedone in e4 tre mosse fa.

Esercizio 2 - Tracciamento pezzi: una posizione dettata in ROTN al minuto 2, richiamata al minuto 7. Se un pezzo non c’è più, è uscito dalla RAM mentale. E guarda caso, esce sempre dopo una sequenza con H alto. Ansia -> Oblio -> errore. È una catena causale, non sfortuna.

Il vedente e il non vedente qui sono identici. Il tilt non ha occhi.

3. Span e Rotazione: la lucidità sotto pressione

Esercizio 3 - Span: quanti pezzi tieni davvero in testa contemporaneamente? Non quanti ne vedi, quanti ne usi. Se la posizione ne richiede 7 e tu ne trattieni 5, il finale diventa difficile. Non è questione di vista, è Baddeley.

E’ un esercizio facile. Fate caricare una posizione, dite al discente di fare Ctrl+D sullo schieramento avversario, ascoltare e di ripetervi subito tutti i pezzi che ricorda. Annotare il numero. Ripetere l’esercizio un’altra volta e annotare il numero. Di sicuro sale. Ripetere la terza volta. Il numero è uguale o sale ancora. L’istruttore dirà: “Guarda come migliora la tua memoria visiva se fai due-tre volte Ctrl+D a casa. Se fai questo esercizio su varie posizioni con attenzione, quando giochi sarai più ricettivo e sprecherai meno tempo”.

Esercizio 4 - Rotazione: riesci a girare la scacchiera di 180gradi e vedere nella mente che a1 va in quello che era h8? Shepard e Metzler nel 1971 misuravano il tempo per ruotare un oggetto mentale. Scacchi-it con Ctrl+G può renderlo un esercizio quotidiano .

Interessanti sono però gli esercizi delle rotazioni orarie e antiorarie di 90 gradi.

Conclusione: la psicologia è didattica condivisa

Per la prima volta possiamo dire a un allievo, vedente o non vedente: “Guarda, non hai perso perché sei scarso. Hai perso perché al minuto 12 il tempo di scelta è salito, due pezzi sono usciti dalla memoria, e la lucidità è scesa. Eri in tilt. La prossima volta, quando senti quel momento arrivare, fermati 20 secondi.”

Questa è psicologia applicata. Non motivazionale. Condivisa.

Oggi l’istruttore ti dice cosa dovevi giocare. La Didattica di nuova generazione ti aiuta a capire anche perché non ci sei riuscito.

Solo 4 esercizi e un linguaggio comune. Uno strumento in più per chi insegna, non un giudizio su chi insegna.