Dal gruppo alla comunità: sociologia della Nuova Visione
Dal gruppo alla comunità: sociologia della Nuova Visione
di Rosario Turco
Per 50 anni siamo stati gruppi separati. Ora possiamo diventare una comunità.
Un gruppo condivide un problema. Una comunità condivide una soluzione e la rende disponibile.
Abbiamo storie eccellenti alle spalle. Tante istituzioni, in tempi diversi, hanno tenuto vivi gli scacchi per chi non vede, nelle scuole, nei circoli, nei tornei. Hanno fatto un lavoro prezioso con gli strumenti che avevano.
La Nuova Visione (NV) non sostituisce quel lavoro. Lo prosegue con strumenti nuovi: ROTN come linguaggio comune, CoachFEN per lo sblocco puntuale, CoachGame per l’analisi con result.txt.
Senza questo passaggio da gruppo a comunità, ogni esperienza eccellente resta isolata.
1. Goffman: togliere l’etichetta “scacchi per non vedenti”
Erving Goffman, 1963, Stigma.
Dice: quando etichetti un’esperienza come “speciale”, la proteggi ma la isoli. Le crei un’identità che dipende dall’etichetta.
“Scacchi per non vedenti” è stata a lungo un’etichetta necessaria. Ha permesso tante storie eccellenti. Oggi rischia di diventare un confine.
Conseguenze dell’etichetta:
- Torneo separato
- Strumento separato
- Didattica separata
La NV propone un’operazione semplice: togliere l’etichetta, tenere la competenza.
Non facciamo scacchi per non vedenti. Facciamo scacchi. Con un protocollo testuale (ROTN) che è più efficiente per tutti, e con esercizi (Hick, Span, Oblio, Rotazione) che valgono per vedenti e non vedenti.
Quando un ragazzo vedente Under 16 e un coetaneo non vedente si allenano sulla stessa ROTN, lo stigma cade. Non ci sono due categorie. C’è una sola palestra cognitiva.
L’inclusione non è invitare qualcuno nel torneo di altri. È usare lo stesso linguaggio, così non serve più invitare nessuno.
2. Touraine: La nuova visione come progetto collettivo
Un progetto collettivo che vuole durare ha 3 principi: Identità, Opposizione, Totalità.
_Identitàdella nuova visione: Siamo quelli della ROTN”. Non un’etichetta di disabilità. Siamo quelli che pensano che la scacchiera possa essere testo, non solo immagine. In questa identità ci stanno maestri di scuola, istruttori federali, giocatori non vedenti sostenuti da giocatori vedenti, genitori, università, professionisti tiflologici delle neuroscienze e della psicologia.
_Opposizione della nuova visione: Ci opponiamo all’idea che l’accessibilità debba costare di più e valere di meno. Software chiuso, costoso, didattica separata. La nostra risposta è open source e didattica nuova e aperta.
_Totalità della nuova visione: Vogliamo aggiungere un’idea: una posizione scacchistica può essere descritta come “relazioni logiche tra entità”. Non sostituiamo la scacchiera visiva. Aggiungiamo un altro modo di pensarla, utile a tutti.
3. Putnam: il capitale sociale della comunità
Robert Putnam, Bowling Alone, 2000. Capitale sociale: le reti di fiducia che ti fanno stare meglio.
Le storie eccellenti del passato avevano un capitale sociale verticale: un dirigente, un volontario, un maestro che rendeva possibile l’esperienza. Prezioso, ma fragile: se quella persona andava via, l’esperienza si spegneva.
Con una comunità aperta basata su ROTN, Scacchi-it, l’open source e l’open data il capitale sociale diventa orizzontale e resiliente:
Io condivido una mia partita analizzata con CoachGame (result.txt con mossa, FEN, valutazione prima e dopo, best move, giudizio “sbagliata / troppo sbagliata”). Tu condividi la tua. Ci confrontiamo alla pari.
Questo è mutuo aiuto che non dipende da una singola persona. Si auto-alimenta. Ha bisogno solo di un linguaggio comune e di strumenti liberi.
È questo che trasforma tante storie eccellenti isolate in una storia continua.
Conclusione
Abbiamo già tutto. Le storie eccellenti passate che ci hanno insegnato, le storie recenti nelle scuole e nei circoli che stanno funzionando, e ora un linguaggio comune (ROTN) e Scacchi-it, con possibilità concrete per i prossimi anni, che in un bando scolastico o federale si legga un giorno “formato ROTN ammesso”, oppure quando in un manuale o una dispensa, oltre ai diagrammi, appare la ROTN che viene letta dagli screen reader e può essere copiata e incollata sullo strumento di gioco. La speranza è che in campo editoriale si possa seguire tale esempio per i libri, a vantaggio di vedenti e non vedenti.
La nuova visione in questo modo tenderà ad incrementare, pian piano, le persone che possono contribuire e rafforzare la comunità stessa.
Non per includere. Per usare uno strumento che funziona meglio per tutti e rafforzare l’identità della comunità.
La nuova didattica con le discipline di neuroscenza, psicologia, epistemologia e sociologia sono la chiave di ingresso facilitato per gli istruttori quando discuteranno di un PON con un preside di istituto. Il linguaggio dei presidi non è scacco matto, fianchetto, strategia, tattica o finale, ma pedagogia dell’infanzia, psicologia, scienza della istruzione. Facendo leva su tale linguaggio e su questi concetti, sincronizzando gli intenti sarà più facile accedere alla scuola.
Le comunità vincono quando il loro linguaggio diventa il linguaggio di tutti.
Bibliografia essenziale
Sullo stigma:
- Goffman, E. (1963). Stigma: Notes on the Management of Spoiled Identity.
- Oliver, M. (1990). The Politics of Disablement.
Sui progetti collettivi:
- Touraine, A. (1981). The Voice and the Eye.
- Melucci, A. (1982). L’invenzione del presente.
Sul capitale sociale:
- Putnam, R. D. (2000). Bowling Alone: The Collapse and Revival of American Community.
- Coleman, J. S. (1988). Social capital in the creation of human capital.