Il collante della rivoluzione degli invisibili
Il collante della rivoluzione degli invisibili
di Rosario Turco
Per due anni ho costruito pezzi. Ora svelo il collante.
Se vedi solo Scacchi-it, vedi un software per ciechi. Se vedi solo ROTN, vedi un formato. Se vedi solo Kant, vedi filosofia. Ma se vedi il collante, vedi una rivoluzione fatta da chi non si vede.
Questo è l’articolo che dovevo scrivere per primo e che scrivo per ultimo. Perché senza gli altri articoli, non avrei avuto i pezzi da incollare.
Ci chiamano invisibili. Perché non ci vedono sulla scacchiera. Questo articolo spiega come gli invisibili tengono insieme la scacchiera.
Il collante non è a strati. È a schede.
Tutti pensano: prima la teoria, poi la pratica. Prima Kant, poi il codice.
È così che si fa accademia, non rivoluzioni.
Una rivoluzione non si sviluppa solo in orizzontale. È a scheda madre. C’è qualcosa sotto, saldato, che non si vede ma tiene tutto. E sopra, in verticale, si innestano schede che cooperano.
Il collante è sotto.
La Scheda Madre: il sotto che non si vede (ma tiene su tutto)
La scheda madre è invisibile quando usi il computer. Come noi. Ma senza, nulla parte.
È fatta da due strati. Strato 1: c’è la filosofia dell’autonomia totale, paritaria e democratica, come espressione pura di accessibilità digitale. Strato 2: ci sono tre piste di rame intrecciate.
Pista 1: Neuroscienze - La fisica del pensiero Hick-Hyman (quanto ci metti a decidere), Baddeley (quanta roba tieni in testa), Shepard-Metzler (quanto ci metti a ruotare un pezzo in mente), Sweller (quanto rumore inutile ti butta addosso la scacchiera). Questa pista misura il costo di pensare.
Pista 2: Psicologia e sociologia - La forza di pensare da solo Rotter (locus: chi comanda, io o la scacchiera forata?), Goffman (stigma: perché ci chiamano “scacchi per non vedenti”?), Touraine (movimento: quando un gruppo diventa rivoluzione?), Putnam (capitale: chi mi aiuta, il volontario vedente o il mio pari non vedente?), Vygotskij-Bruner (come mi insegni senza tenermi per mano?).
Freud e Jung leggevano la scacchiera come sintomo da interpretare. La Nuova Visione fa l’opposto: la legge come strumento per avvicinare tutti, anche chi non ha nevrosi, e non gliela fa venire.
Pista 3: Epistemologia - Cos’è davvero una posizione? Kant (la scacchiera è già nella tua testa, forma a priori), Heidegger-Floridi (la scacchiera è informazione, non legno), Bauhaus-Stallman (se è brutto da sentire è inaccessibile, se è chiuso è rendita, non etica).
Senza questi due strati di scheda madre, Scacchi-it è un programmino carino. Con questa scheda madre, Scacchi-it è inevitabile.
La FEN è una scelta tecnica. La ROTN è una necessità epistemologica.
Le Schede Figlie: il sopra che si vede e lavora
Sulla scheda madre, in verticale, si innestano le schede figlie. Sono quelle che si vedono. Ma prendono corrente da sotto.
Scheda Figlia 1: Didattica - 5 chip
E qui faccio degli esempi contenuti ma li potreste da soli estendere.
- Metodologia: Bruner. Spirale: si parte da tattile, si passa a ROTN, si arriva a bendato.
- Strumento: Scacchi-it con le sue facilities come CoachFEN, coachGame,ROTN e altro. Sono protesi di Vygotskij. ZSP automatizzata.
- Metriche: Hick, Span, Oblio, Rotazione. Non misurano quanto sei forte, misurano dove stai per tiltare.
- Strategia: piani spiegati come relazioni logiche, non come “casella debole che devi vedere”.
- Tattica: forchette come pattern testuali, non come frecce.
Scheda Figlia 2: Ecosistema Scacchi-it - 2 chip
- Software: open source, NVDA-first. Corrente da Stallman + Norman.
- Protocollo: ROTN standard aperto. Corrente da Floridi + Kant.
Questa scheda trasforma un gruppo di invisibili in un gruppo di Nuova Visione (NV).
Scheda Figlia 3: AI + Kant
La AI si affaccia internamente a Scacchi-it come AI esterna, facile da consultare. Qui non c’è codice con OpenAI e le sue API a pagamento e nemmeno l’utilizzo di Ollama, per evitare di perdere anche i vantaggi del portable e della velocità di esecuzione che richiederebbe hardware più corazzato. Ecco, quindi, che la AI esterna è servita gratuitamente su un piatto d’argento. Ma dentro c’è sicuramente stockfish basato su AI e reso disponibile da Scacchi-it.
L’AI che ci interessa non è quella che gioca al posto tuo. È quella che ragiona con te sulla posizione. Per questo Kant è indispensabile: se la scacchiera è già una forma a priori nella testa, l’AI non deve farti vedere, deve aiutarti a leggere meglio.
È la tempesta perfetta: Kant dice cosa sei tu che pensi, l’AI ti aiuta a pensare con meno carico.
Il Bus: dove tutto si incolla davvero
In un computer le schede figlie parlano tramite bus. Nella rivoluzione degli invisibili il bus è la ROTN, il meccanismo interno della scacchiera.
Giro completo:
- Pensi (Kant + Neuroscienze)
- Leggi (ROTN)
- Giochi e impari (Scacchi-it + Didattica con tutti gli strumenti disponibili)
- Con l’AI , rifletti meglio su quello che hai letto, non su quello che hai visto
Un invisibile che fa da solo o che aiuta un altro invisibile senza chiedere al vedente. Per la prima volta. È solidarietà epistemologica.
Cos’è allora la tiflologia degli scacchi di nuova visione? La scheda madre, le schede figlie, il bus. Il collante è scheda madre+bus.
L’ecosistema Scacchi-it alza l’asticella della qualità della tiflologia: difficile per un non vedente ormai tornare indietro.
La domanda frequente
Per due anni mi hanno chiesto: “Rosario, ma tu fai software per ciechi?”
Da oggi ho la risposta da dare.
Scacchi-it non è software per ciechi. È l’architettura che dimostra che gli scacchi sono sempre stati un gioco anche per gli invisibili. Scheda madre (invisibile): filosofia + neuroscienze + psicologia + epistemologia+sociologia. Schede figlie (visibili): Didattica + Scacchi-it + AI/Kant. Bus : la ROTN.
Manifesto: Gli scacchi non si vedono. Si leggono.
Se copi solo Scacchi-it, copi una scheda. Senza scheda madre non parte nulla.
Se capisci il collante, puoi costruire altre schede che io non ho immaginato. Perché le rivoluzioni le fanno le architetture, non i programmi.
Conclusione con un’idea nuova
Concludiamo questo corpus di approfondimenti, con un’idea maturata attraverso il ragionamento durante questi articoli.
Da una parte c’è la validità delle tradizioni, da un’altra la garanzia dei diritti civili e sociali con una autonomia totale delle persone non vedenti. Esiste, poi, un differente comportamento dei non vedenti di diversa età: c’è difatti una forte tendenza dei giovanissimi non vedenti che, già a scuola e casa, usano i computer con gli screen reader per studiare e giocare. Nei giovanissimi c’è la presenza di timore e vergogna a usare la scacchiera tattile a causa degli scherzi crudeli dei loro coetanei(“Oh! Guarda come tocca tutto!”), per quanto si possa ritenere scorretta la cosa, ma ha un impatto psicologico allo stesso livello di obbligare a scrivere con la mano destra i mancini come si faceva una volta.
Così il ragazzino non smette di amare gli scacchi: smette di mostrarlo. Non si iscrive, non gioca con gli altri, e continua a giocare da solo a casa. Al di là dei casi singoli, dobbiamo preoccuparci non dei campioni attuali, ma di quelli che potenzialmente non potremo avere mai.
Altra riflessione.
Una famiglia, oggi, davanti a 200-300 euro, che fa? Compra la scacchiera tattile che serve solo per gli scacchi, o compra un PC che serve per studiare, per giocare, per vivere?
Abbiamo compreso quanto la didattica sia importante per abbassare le difficoltà di apprendimento nel gioco degli scacchi e abbattere gli abbandoni , con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di non vedenti , ipovedenti e vedenti negli scacchi.
C’è anche chi preferisce la velocità di gioco dei portali, non avendo grosse difficoltà visive.
Quando non vedenti, ipovedenti e normodotati si siedono insieme , per coinvolgere tutti negli scacchi secondo le loro preferenze, un’interessante proposta è di suddividere l’ambito scacchistico in tre parti, in base agli strumenti e in modo che possa rispondere a una logica di inclusione sostenibile: Categoria scacchiera tattile e touch screen: Preserva la fisicità del gioco e l’interazione diretta, fondamentale per la tradizione e per chi preferisce il contatto materiale o i dispositivi tattili dedicati. Tiflologia nativa: Valorizza gli strumenti progettati fin dalle fondamenta (come Scacchi-it) per il pensiero, il gioco online/offline e l’allenamento specifico anche a casa, in autonomia totale e senza dipendenza da altri, trattando l’accessibilità non come un “adattamento” tardivo, ma come un paradigma originario di inclusione paritaria, dove partecipano anche i normodotati. Portali: Garantiscono la velocità, la fluidità e gli standard competitivi delle piattaforme online ad alta densità di dati, aperti a tutti ma pensati per chi non ha difficoltà visive.
In tutte e tre le categorie possono partecipare sia non vedenti, ipovedenti che vedenti; la tiflologia nativa è però l’unica dove la parità è originaria, non adattata.
Questa tripartizione mira a evitare la contrapposizione tra tradizione e innovazione, tutelando al tempo stesso i diritti civili e sportivi dei non vedenti e la fluidità delle competizioni digitali o in presenza, aumentando il numero di persone che partecipano a questo nobile gioco.
Non posso che concludere con la seguente frase: “Eravamo nel buio. E, quindi, siamo usciti insieme a guardar le stelle!”